Nel 1951 Giorgio La Pira - docente di diritto romano, giurista, deputato all'Assemblea Costituente - diventa il nuovo sindaco di una Firenze “città dell’incontro”, centro di convegni internazionali su pace, dignità umana, giustizia, solidarietà, dialogo e confronto pacifico.

 

In questo spirito anche la creazione Ina Casa dell’"Isolotto", in cantiere dal 1952, grazie alla legge 28 Febbraio 1949 n. 43 il cui scopo è “incrementare l’occupazione operaia mediante la costruzione di case per lavoratori”, per risolvere sia problemi abitativi che occupazionali.

 

Il 6 novembre 1954 la cerimonia ufficiale quando il sindaco consegnerà le chiavi degli appartamenti nella “città giardino”, ancora oggi studiata da urbanisti a livello internazionale, un quartiere autosufficiente di 150 edifici da due a sei piani per 1.450 alloggi.

   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

“I fatti hanno la verità,

 

                                   

il concetto è già un duplicato

 

                                   

in cui si annida l'astuzia”

 

                                   

 

                                   

 

 

Padre Ernesto Balducci, 1922-1992

   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

Nel corso di questo ormai più che decennale dibattito ciclico sulle unioni civili (in verità riservato politicanti, perché ormai quasi l'80% della popolazione italiana ne è apertamenhte a favore!), continue sono le illecite interferenze da parte dei Gerarchi della Chiesa di Roma e dei loro squardisti dalle Camicie Bianche su decisioni proprie dello Stato laico, mentre rialeggia ancora e di nuovo una mai scomparsa e fortemente preoccupante stigmatizzazione dell’omosessualità.

 

 

La Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea o “Carta di Nizza”, perché solennemente proclamata una prima volta il 7 dicembre 2000 a Nizza, è stata adattata e riproclamata una seconda volta da Parlamento, Consiglio e Commissione Europei a Strasburgo il 12 dicembre 2007.

Entrato in vigore il
“Trattato di Lisbona”, la Carta di Nizza ha valore giuridico di trattato, ai sensi dell'Articolo 6 del Trattato sull'Unione Europea, quindi pienamente vincolante sia per le Istituzioni Europee che per gli Stati membri.

 

 

La Carta di Nizza risponde alla necessità di definire un numero di diritti e di libertà fondamentali, cioè di eccezionale rilevanza, da garantire a tutti i Cittadini dell'Unione.

 

Ormai la maggior parte dei Paesi del Consiglio d’Europa riconosce le unioni civili e come pure nel resto del mondo aumentano continuamente gli Stati in cui viene riconosciuto il matrimonio tra persone dello stesso sesso: Francia, Svizzera, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Irlanda, Danimarca, Svezia, Norvegia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Slovenia, Stati Uniti d'America, Argentina, Brasile, Uruguay, Sudafrica...

 

 

La Carta dei Diritti Fondamentali condanna a chiare lettere qualsivoglia discriminazione fondata sull’orientamento sessuale delle persone, cancellando di conseguenza il requisito della diversità di sesso sia per il matrimonio, sia per ogni altra forma di costituzione della famiglia.

 

Pur avendo liberamente scelto di appartenere a questo nuovo mondo, l'Italia continua a recalcitrare contro la piena applicazione di tali principi, confermando con questo mancato rispetto tutto il suo ritardo culturale di fatto mai colmato, nonostante leggi su divorzio e aborto, prigioniera dei soliti fanatismi piuttosto filo-vaticani che giammai “cristiani”.

 

 

Di seguito il testo editato dell'intervento di Padre Ernesto Balducci alla Conferenza tenuta all'“Isolotto” di Firenze nel lontano marzo 1974 (!?), quella volta in occasione del Referendum sul divorzio.

 

A quasi mezzo secolo di distanza parole purtroppo altrettanto attuali oggi.

 

 

Buona lettura!