“Trogir” è tutta Trogir

 

                                   

con tutta la sua storia

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                       

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

Le targhe lapidee che ormai tappezzano i muri di Trogir, con

i loro tre elementi costitutivi vogliono sottolineare una reale,

presunta o millantata appartenenza rispettivamente della

Città, dei suoi luoghi e dei suoi monumenti al Patrimonio

Mondiale dell'Umanità UNESCO.

 

Purtroppo il nome dell'oggetto, l'emblema UNESCO ed il

codice QR (popolarmente Quick Response code o

codice di “risposta rapida”, che con uno smartphone permette

di ottenere informazione gratuitamente), così come

graficamente relazionati fanno di molte delle targhe un falso

- non tutte, ma molte sono tarocche!

 

 

Lo si fa in modo disinvolto, facendo finta di non sapere e

non capire, concedendosi un (ab)uso del'emblema ufficiale

dell'Organizzazione, che per intuitiva associazione induce a

credere che l'oggetto sia “ufficialmente” iscritto nella relativa

Lista Mondiale dei Patrimoni dell'Umanità UNESCO, la World

Heritage List della Convenzione sul patrimonio mondiale.

 

Ma “sito patrimonio mondiale” è la denominazione ufficiale

delle aree registrate nella Lista secondo la Convenzione

adottata dalla Conferenza generale dell'UNESCO il 16

novembre 1972, allo scopo di identificare e mantenere un

registro di quei siti che rappresentino delle particolarità di

eccezionale importanza da un punto di vista culturale o

naturale e che il “Comitato per il patrimonio dell'umanità” della

Convenzione, laWorld Heritage Committee, ha sviluppato con

criteri ben precisi per l'eleggibilità.

 

 

Secondo l'ultimo aggiornamento della riunione del 44º

Comitato per il patrimonio dell'umanità a luglio 2021, la Lista è

arrivata a comprendere 1153 siti - 896 di beni culturali, 218

naturali e 39 misti - in 167 Paesi, l'Italia al primo posto con ben

58 siti.

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

Caso eclatante a Trogir quello della targa abusiva del Parco

Agricolo-Botanico-Culturale Garagnin-Fanfogna che,

come molto altro qui, proprio nulla ha a che fare con la

protezione UNESCO del suo Centro Storico...

 

Ora l'utilizzo dell'emblema del World Heritage è

strettamente regolato, secondo quanto deciso dal Comitato

per il Patrimonio dell'Umanità in dettagliate linee guida nelle

Operational Guidelines, Capitolo VIII e Allegato 14,

ultimo aggiornamento WHC.15/01 dell'8 luglio 2015, e da

notare come, in applicazione di tali norme, l'uso - in

qualsivoglia forma - necessiti didiretta autorizzazione dalla

competente Commissione Nazionale UNESCO.

 

 

Che dire, nel caso particolare del Parco non solo non

esiste neppure una "mezza verità" in quella targa, ma

addirittura rappresenta una grande vergogna sana sana,

anzi, peggio ancora, esprime fin troppo sfacciatamente

sfruttamento, ipocrisia e beffa - perla ai porci in un degrado

che dilaga.

 

 

A un quarto di secolo dalla sua iscrizione dovrebbe Trogir

veramente mantenere ancora il suo posto nella Lista

UNESCO o ci sono motivi più che sostanziali per fargliela

piuttosto perdere?

 

Forse sarebbe l'unico efficace - anche se o proprio perché

molto doloroso, segnale per la Città, i suoi politici ed

abitanti, un segnale di risveglio, di riflessione e di spinta

verso il necessario salto di qualità, dopo questo lungo letargo

parassitario al ribasso che alla lunga altrimenti porterà questa

meravigliosa realtà alla sua rovina - soprattutto "culturale", un

pane questo di cui Trogir, a ricaduta gran parte dei suoi

abitanti, investitori anche dall'estero e commercianti da tutta

la Croazia, vivono in grandissima parte!

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

Nota

 

Ad oggi, 2021, questi i siti croati iscritti nella Lista:

 

- Complesso Storico di Spalato con il Palazzo di Diocleziano

Luogo Split, tipo Culturale (II, III, IV), anno di iscrizione 1979

Il palazzo, costruito per volere dell'imperatore romano Diocleziano all'inizio del

IV sec dC, diviene il nucleo centrale della Città di Spalato, nel Medioevo con una

cattedrale all'interno dell'antico palazzo, nel mausoleo imperiale, insieme ad altre

chiese, fortificazioni, palazzi gotici e rinascientali, il resto dell'area rimaneggiato

in stile barocco.

 

- Città Vecchia di Ragusa

Luogo Dubrovnik, tipo Culturale (I, III, IV), anno di iscrizione 1979-1994

Ragusa, ricca repubblica marinara nel corso del Medioevo, grazie alla sua

ricchezza e alla scaltrezza dei suoi diplomatici è l'unica città-stato del bacino

adriatico orientale in grado di rivaleggiare con Venezia, notevole il suo sviluppo

soprattutto nel XV e XVI sec (minori modifiche dei confini del sito nel 2018).

 

- Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice

Luoghi Plitvička Jezera, Rakovica, Saborsko, Vrhovine, tipo Naturale (VII, VIII,

IX), anno di iscrizione 1979-2000

Una serie collegata di dighe naturali, laghi, cascate e grotte, creati nel tempo

dall'acqua, scorrendo sulle rocce calcaree ed infiltrandole, oggi ancora circondati

da boschi habitat di orsi, lupi e specie rare di uccelli (confini del sito modificati nel

2000 per corrispondere a quelli del Parco Nazionale).

 

- Complesso episcopale della Basilica Eufrasiana nel Centro Storico di

Parenzo

Luogo Poreč, tipo Culturale (II, III, IV), anno di iscrizione 1997

Con i suoi mosaici dell VI sec, uno dei migliori esempi della nascente arte

bizantina non solo nella regione mediterranea, a comprendere la basilica, una

sacrestia, un battistero, una torre campanaria ed il vicino palazzo vescovile.

 

- Città Storica di Traù

Luogo Trogir, tipo Culturale (II, IV), anno di iscrizione 1997

Ricco patrimonio culturale di Greci, Romani e Veneziani, comprende il nucleo

medievale di Traù entro le mura, con la Fortezza del Camerlengo, la Torre di

San Marco, palazzi nobili, abitazioni d'alta borghesia e di gente a loro servizio dei

periodi romanico, gotico, rinascimentale e barocco, il complesso romanico-gotico

meglio conservato di tutta l'Europa Centrale.

 

- Cattedrale di San Giacomo a Sebenico

Luogo Šibenik, tipo Culturale (I, II, IV), anno di iscrizione 2000

La cattedrale, una basilica a tre navate con tre absidi e una cupola di 32 metri di

altezza interna, uno dei più importanti monumenti rinascimentali dell'Adriatico

Orientale.

 

- Piana di Cittavecchia di Lesina

Luogo Stari Grad, Hvar, tipo Culturale (II, III, V), anno di iscrizione 2008

Un paesaggio agricolo del IV sec aC creato dai coloni greci di Siracusa, struttura

tuttora in uso e per lo più nella sua forma originaria, mantenuta grazie a

una mai interrotta manutenzione dei suoi muretti di pietra a secco per ben oltre

24 secoli!

 

- Cimiteri di tombe medievali stećci

Luoghi Cista Provo e Konavle in località Dubravka, tipo Culturale (III, VI), anno

di iscrizione 2016

Gli stećci (al singolare stećak), tombe monolitiche medievali in Bosnia ed

Erzegovina e nelle limitrofe aree di Croazia, Montenegro e Serbia, del XII sec e

con massimo sviluppo tra il XIV e il XV sec.

 

- Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa

Luoghi Gospić, Ortopula, Segna, Riserve Speciali di Hajdučki e Rožanski kukovi,

nel Parco Nazionale del Velebit Settentrionale, e di Suva draga-Klimenta e

Oglavinovac-Javornik nel Parco Nazionale di Paklenica, Zadar/Zara e Ličko-

Senjska Županija/Regione della Lika e di Segna, tipo Naturale (IX), anno di

iscrizione 2017

Dalla fine dell'ultima era glaciale, il faggio europeo da poche aree di rifugio isolate

nelle Alpi, Carpazi, Dinaridi, Mediterraneo e Pirenei si è diffuso in poche migliaia

di anni in un processo tuttora in corso espandendosi con successo sull'intero

continente, grazie alla sua adattabilità e tolleranza a diverse condizioni climatiche,

geografiche e fisiche, nella Lista una proprietà transnazionale di ben 94

componenti in 18 diversi Paesi.

 

- Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra - Stato

da  Mar Occidentale

Luoghi Šibenik, Fortezza di San Nicolò, e Zadar , tipo Culturale (III, IV), anno di

iscrizione 2017

Proprietà di 6 componenti, tutte opere di difesa della Serenissima Repubblica di

Venezia tra il XVI e il XVII sec in Italia, Croazia e Montenegro, per oltre 1000 km

dalla Lombardia alla Costa Orientale del Mare Adriatico, fortificazioni dette "alla

moderna" perché modificate dopo l'introduzione della polvere da sparo nelle

attività belliche, con forti cambiamenti nelle tecniche e nell'architettura militare.