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Approfondimento

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

La Carta di Firenze

 

                                   

 

                                   

 

                                   

La “Carta di Firenze” del 1982, specifica per la

salvaguardia dei giardini storici, completa della “Carta

di Venezia” in questo particolare ambito.

 

Qui è possibile scaricarne il testo originale in Italiano,

English/Inglese e Svenska/Svedese.

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

                                   

ICOMOS

 

CARTA DI FIRENZE

dei Giardini Storici

 

Adottata dall'ICOMOS nel dicembre 1982

 

                                   

 

                                   

 

                                   

 

 

Riunito a Firenze il 21 maggio 1981, il

Comitato Internazionale dei Giardini Storici

ICOMOS-IFLA ha deciso di elaborare una

carta relativa alla salvaguardia dei giardini

storici che porterà il nome di questa città.

 

Questa carta è stata redatta dal Comitato e

registrata il 15 dicembre 1982 dall'ICOMOS

con l'intento di completare la “Carta di

Venezia” in questo particolare ambito.

 

 

A. Definizioni e obiettivi

 

Articolo 1

 

Un giardino storico è una composizione

architettonica e vegetale che dal punto di

vista storico o artistico presenta un interesse

pubblico.

 

Come tale è considerato come un

monumento.

 

Articolo 2

 

Il giardino storico è una composizione di

architettura il cui materiale è principalmente

vegetale, dunque vivente e come tale

deteriorabile e rinnovabile.

 

Il suo aspetto risulta così da un perpetuo

equilibrio, nell'andamento ciclico delle

stagioni, fra lo sviluppo e il deperimento

della natura e la volontà d'arte e d'artificio

che tende a conservarne perennemente lo

stato.

 

Articolo 3

 

Come monumento il giardino storico deve

essere salvaguardato secondo lo spirito della

Carta di Venezia.

 

Tuttavia, in quanto monumento vivente, la

sua salvaguardia richiede delle regole

specifiche che formano l'oggetto della

presente Carta.

 

Articolo 4

 

Sono rilevanti nella composizione

architettonica del giardino storico:

 

- la sua pianta ed i differenti profili del

terreno;

 

- le sue masse vegetali: le loro essenze, i

loro volumi, il loro gioco di colori, le loro

spaziature, le loro altezze rispettive;

 

- i suoi elementi costruiti o decorativi;

 

- le acque in movimento o stagnanti, riflesso

del cielo.

 

Articolo 5

 

Espressione dello stretto rapporto tra civiltà

e natura, luogo di piacere, adatto alla

meditazione o al sogno, il giardino acquista

così il senso cosmico di un'immagine

idealizzata del mondo, un “paradiso” nel

senso etimologico del termine, ma che è

testimonianza di una cultura, di uno stile,

di un'epoca, eventualmente dell'originalità di

un creatore.

 

Articolo 6

 

La denominazione di giardino storico si

applica sia a giardini modesti, che a parchi

ordinati o paesistici.

 

Articolo 7

 

Che sia legato o no ad un edificio, di cui è

allora il complemento inseparabile, il

giardino storico non può essere separato dal

suo intorno ambientale urbano o rurale,

artificiale o naturale.

 

Articolo 8

 

Un sito storico è un paesaggio definito,

evocatore di un fatto memorabile, luogo di

un avvenimento storico maggiore, origine di

un mito illustre o di una battaglia epica,

soggetto di un celebre dipinto, ecc.

 

Articolo 9

 

La salvaguardia dei giardini storici esige che

essi siano identificati ed inventariati.

 

Essa impone interventi differenziati quali la

manutenzione, la conservazione, il restauro.

 

Si può eventualmente raccomandare il

ripristino.

 

L'autenticità di un giardino storico concerne

sia il disegno e il volume delle sue parti che

la sua decorazione o la scelta degli elementi

vegetali o minerali che lo costituiscono.

 

 

B. Manutenzione, conservazione,

restauro, ripristino

 

Articolo 10

 

Ogni operazione di manutenzione,

conservazione, restauro o ripristino di un

giardino storico o di una delle sue parti

deve tener conto simultaneamente di tutti i

suoi elementi.

 

Separandoli le operazioni altererebbero il

legame che li unisce.

 

 

Manutenzione e conservazione

 

Articolo 11

 

La manutenzione dei giardini storici è

un'operazione fondamentale e

necessariamente continua.

 

Essendo la materia vegetale il materiale

principale, l'opera sarà mantenuta nel suo

stato solo con alcune sostituzioni puntuali e,

a lungo termine, con rinnovamenti ciclici

(tagli completi e reimpianto di elementi già

formati).

 

Articolo 12

 

La scelta delle specie di alberi, di arbusti, di

piante, di fiori da sostituire periodicamente

deve tener conto degli usi stabiliti e

riconosciuti per le varie zone botaniche e

culturali in una volontà di mantenimento e

ricerca delle specie di originali.

 

Articolo 13

 

Gli elementi di architettura, di scultura, di

decorazione fissi o mobili che sono parte

integrante del giardino storico non devono

essere rimossi o spostati se non nella misura

necessaria per la loro conservazione o il loro

restauro.

 

La sostituzione o il restauro di elementi in

pericolo devono essere condotti secondo i

principi della Carta di Venezia, e dovrà

essere indicata la data di tutte le

sostituzioni.

 

Articolo 14

 

Il giardino storico dovrà essere conservato

in un intorno ambientale appropriato.

 

Ogni modificazione dell'ambiente fisico che

possa essere dannosa per l'equilibrio

ecologico deve essere proscritta.

 

Queste misure riguardano l'insieme delle

infrastrutture sia interne che esterne

(canalizzazioni, sistema di irrigazione,

strade, parcheggi, sistemi di custodia, di

coltivazione, ecc...).

 

 

Restauro e ripristino

 

Articolo 15

 

Ogni restauro e a maggior ragione ogni

ripristino di un giardino storico dovrà essere

intrapreso solo dopo uno studio approfondito

che vada dallo scavo alla raccolta di tutta la

documentazione concernente il giardino e i

giardini analoghi, in grado di assicurare il

carattere scientifico dell'intervento.

 

Prima di ogni intervento esecutivo lo studio

dovrà concludersi con un progetto che sarà

sottoposto ad un esame e ad una valutazione

collegiale.

 

Articolo 16

 

L'intervento di restauro deve rispettare

l'evoluzione del giardino in questione.

 

Come principio non si potrà privilegiare

un'epoca a spese di un'altra a meno che il

degrado o il deperimento di alcune parti

possano eccezionalmente essere l'occasione

per un ripristino fondato su vestigia o su

documenti irrecusabili.

 

Potranno essere più in particolare oggetto di

un eventuale ripristino le parti del giardino

più vicine ad un edificio, al fine di farne

risaltare la coerenza.

 

Articolo 17

 

Quando un giardino è totalmente scomparso

o si possiedono solo degli elementi

congetturali sui suoi stati successivi, non si

potrà allora intraprendere un ripristino

valido dell'idea del giardino storico.

 

L'opera che si ispirerà in questo caso a forme

tradizionali sul sito di un giardino antico, o

dove un giardino non era probabilmente mai

esistito, avrà allora i caratteri

dell'evocazione o della creazione escludendo

totalmente la qualifica di giardino storico.

 

 

C. Utilizzazione

 

Articolo 18

 

Anche se il giardino storico è destinato ad

essere visto e percorso, è chiaro che il suo

accesso deve essere regolamentato in

funzione della sua estensione e della sua

fragilità in modo da preservare la sua

sostanza e il suo messaggio culturale.

 

Articolo 19

 

Per natura e per vocazione, il giardino

storico è un luogo tranquillo che favorisce il

contatto, il silenzio e l'ascolto della natura.

 

Questo approccio quotidiano deve essere in

opposizione con l'uso eccezionale del

giardino storico come luogo di feste.

 

Conviene allora definire le condizioni di

visita dei giardini storici cosicché la festa,

accolta eccezionalmente, possa esaltare lo

spettacolo del giardino e non snaturarlo o

degradarlo.

 

Articolo 20

 

Se, nella vita quotidiana, i giardini possono

tollerare lo svolgersi di giochi tranquilli,

conviene comunque creare, parallelamente

ai giardini storici, alcuni terreni appropriati

ai giochi vivaci e violenti e agli sport, così da

rispondere ad una domanda sociale senza

nuocere alla conservazione dei giardini e dei

siti storici.

 

Articolo 21

 

La pratica della manutenzione e della

conservazione, i cui tempi sono imposti dalle

stagioni, o i brevi interventi che concorrono

a restituire l'autenticità devono sempre

avere la priorità rispetto alle necessità di

utilizzazione.

 

L'organizzazione di ogni visita ad un giardino

storico deve essere sottoposta a regole di

convenienza adatte a mantenerne lo spirito.

 

Articolo 22

 

Se un giardino è chiuso da mura, non

bisogna eliminarle senza considerare tutte le

conseguenze dannose per la modificazione

dell'ambiente e per la sua salvaguardia che

potrebbero risultarne.

 

 

D. Protezione legale

e amministrativa

 

Articolo 23

 

È compito delle autorità responsabili

prendere, su consiglio degli esperti, le

disposizioni legali e amministrative atte a

identificare, inventariare e proteggere i

giardini storici.

 

La loro salvaguardia deve essere inserita nei

piani di occupazione dei suoli, e nei

documenti di pianificazione e di sistemazione

del territorio.

 

È ugualmente compito delle autorità

competenti prendere, su consiglio degli

esperti competenti, le disposizioni

finanziarie per favorire la conservazione, il

restauro e eventualmente la restituzione dei

giardini storici.

 

Articolo 24

 

Il giardino storico è uno degli elementi del

patrimonio la cui sopravvivenza, a causa

della sua natura, richiede cure continue da

parte di persone qualificate.

 

È bene dunque che studi appropriati

assicurino la formazione di queste persone,

sia che si tratti di storici, di architetti, di

architetti del paesaggio, di giardinieri, di

botanici.

 

Si dovrà altresì vigilare perché sia assicurata

la produzione regolare di quelle piante che

dovranno essere contenute nella

composizione dei giardini storici.

 

Articolo 25

 

L'interesse verso i giardini storici dovrà

essere stimolato con tutte quelle azioni

adatte a valorizzare questo patrimonio ed a

farlo conoscere e apprezzare: la promozione

della ricerca scientifica, gli scambi

internazionali e la diffusione delle

informazioni di base, lo stimolo all'apertura

controllata dei giardini al pubblico, la

sensibilizzazione al rispetto della natura e

del patrimonio storico da parte dei mass-

media.

 

I giardini storici più importanti saranno

proposti perché figurino nella Lista del

Patrimonio Mondiale.

 

 

Nota bene

 

Queste raccomandazioni sono adatte per l'insieme dei

giardini storici del mondo.

 

Questa Carta sarà ulteriormente suscettibile di ulteriori

approfondimenti specifici per i diversi tipi di giardini con

relazione alla descrizione succinta della loro tipologia.

 

 

 

Nota

 

Il “Comitato per lo studio e la conservazione dei giardini

storici” - istituito presso il Ministero nel 1983 - ha proposto

la soppressione del termine “ripristino”, e in particolare:

 

- all'Art. 9 della frase:

“Si può eventualmente raccomandare il ripristino...”;

 

- all'Art. 15 delle parti in corsivo:

“Ogni restauro e, a maggior ragione, ogni ripristino di un

giardino storico, non sarà intrapreso se non dopo uno

studio approfondito che vada dallo scavo alla raccolta di

tutta la documentazione concernente il giardino e i

giardini analoghi, in grado di assicurare il carattere

scientifico dell'intervento”;

 

- all'Art. 16 della frase:

“Potranno essere più in particolare oggetto di un

eventuale ripristino le parti del giardino più prossime a un

edificio, al fine di farne risaltare la coerenza”.